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Sei un proprietario immobiliare? Benvenuto tra i nuovi poveri…

27 febbraio 2019

Ciò che era ritenuto un tesoretto degli italiani, a ben guardarlo tanto “tesoretto” non è. Tradotto: abbiamo sempre più case sul mercato, sono sempre più vecchie (con tecnologie antisismiche non adeguate, e quindi insicure; con tecniche di risparmio energetico non attuali e costi di mantenimento elevati) e, in definitiva, valgono sempre meno. E questo gli investitori istituzionali esteri (quelli italiani come fondi pensioni e assicurazioni sono già robustamente esposti sul settore immobiliare) lo sanno bene…

Sei un proprietario immobiliare? Benvenuto tra i nuovi poveri…

Questo era il titolo di un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore lo scorso ottobre 2018 (leggete l’articolo completo al link:

https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2018/10/26/proprietario-immobiliare-nuovi-poveri/).

Evitando di ripetere in questa sede cifre e statistiche, l’articolo sintetizza e rappresenta lo scenario e lo stato del mercato immobiliare, mondiale e italiano in particolare, arrivando alle seguenti conclusioni:

  1. la crisi del mattone, dopo oltre 10 anni dal periodo 2007/2008, non è ancora finita;
  2. gli immobili, negli ultimi 8 anni, hanno perso mediamente il 15% del loro valore (con punte del 23% per le abitazioni più vecchie)
  3. il patrimonio delle famiglie italiane è composto per circa l’87% da immobili (le fonti sono ISTAT e Consiglio Nazionale del Notariato);
  4. ne consegue che il patrimonio globale degli italiani negli ultimi 8 anni ha perso drasticamente il proprio valore: la percezione di essere ricchi perché si possiede una casa rimane appunto solo una percezione perché i dati svelano invece una realtà ben diversa
  5. l’asset class “mattone” è per propria natura tra le più illiquide del mercato
  6. tassazioni e imposte sono invece certe e reali, ricorrenti (ogni anno il proprietario deve “provvedere”)

Morale: ciò che era ritenuto un tesoretto degli italiani, a ben guardarlo tanto “tesoretto” non è. Tradotto: abbiamo sempre più case sul mercato, sono sempre più vecchie (con tecnologie antisismiche non adeguate, e quindi insicure; con tecniche di risparmio energetico non attuali e costi di mantenimento elevati) e, in definitiva, valgono sempre meno.

E questo gli investitori istituzionali esteri (quelli italiani come fondi pensioni e assicurazioni sono già robustamente esposti sul settore immobiliare) lo sanno bene…

Non mancano immobili, mancano immobili appetibili.

In questa situazione, è sin troppo facile affermare che una oculata pianificazione e gestione del patrimonio immobiliare diventa di vitale importanza, non solo per i grandi proprietari ma anche, e soprattutto, per i piccoli proprietari, i più esposti alle fluttuazioni del mercato immobiliare in quanto, molto spesso, il loro patrimonio globale coincide purtroppo con quello immobiliare o addirittura con l’unica  proprietà immobiliare (la prima casa).

Strumenti a supporto delle attività di pianificazione e gestione del patrimonio immobiliare sono certamente i benvenuti!

Fabio Pimazzoni
https://realestateintelligence.it/