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LE ALTERNATIVE AL CREDITO BANCARIO E IL CFP

24 settembre 2020

La crisi legata al Covid-19 ha generato sconquassi in tutti i dati macroeconomici di breve termine, dalla produzione industriale al PIL, dal deficit dello Stato al debito pubblico, dagli investimenti produttivi ai margini aziendali.

Gli analisti si attendono ripercussioni nel medio termine legati alla sopravvivenza di numerose imprese, soprattutto PMI, messe a dura prova dalle mancate vendite, dalle difficoltà di approvvigionamento e dalla mancanza di liquidità. In questo quadro sconfortante, il crowdinvesting italiano arriva al valore complessivo delle risorse mobilitate pari a € 908 milioni: per l’esattezza € 159 milioni investiti attraverso i portali equity e € 749 milioni attraverso i portali lending (di cui € 410 milioni a persone fisiche e € 339 milioni a imprese). Il contributo degli ultimi 12 mesi è stato pari rispettivamente a € 76,6 milioni e € 314,2 milioni, nuovo record storico. La raccolta sul mercato e il flusso degli investimenti non sembra essere stato impattato dalla crisi, ed anzi – sotto alcuni aspetti – il crowdinvesting è stato rivalutato quale fonte ‘rapida’ di liquidità per le imprese, di fronte alle lentezze della burocrazia pubblica e di quella bancaria.

Osservatorio del Credito -luglio 2020

Alla base del credit crunch, c’è l’incapacità dell’attuale modello di servizio bancario di servire una parte della propria clientela. Enorme è il bacino potenziale del credito alle piccole e medie imprese attualmente abbandonato dal sistema bancario in Italia. La finanza alternativa è l’Industry che in Europa sta avendo maggior successo nel mondo del Fintech e non solo… In termini di costi non c’è paragone con i modelli tradizionali: tecnologia e digitale permettono Savings del 60-70%. L’innovazione è anche e soprattutto nel calcolo del merito di credito: nuove fonti e maggiore capacità predittiva. Un’esperienza rivoluzionaria per le imprese: time to yes 24 ore, time to cash 3 giorni.

Ma quale potrebbe essere il ruolo del professionista in tutto questo contesto. COFiP ha instaurato una vera e propria collaborazione con Borsadelcredito.it per delineare l’attività del CFP che poco si discosta dall’attività ordinaria di affiancamento del cliente. Qualità e quantità di documentazione, oltre che una predisposizione “salutare” dell’azienda richiedente sono elementi essenziali per godere dei vantaggi del crowdfunding lending: abbattimento dei costi, time to yes e time to cash rapidissimi, sicurezza.

Assieme al direttore operativo di Borsadelcredito.it – Antonio Lafiosca -, abbiamo organizzato un corso specifico abilitante per imparare le regole del crowdfunding e riuscire ad indicare al cliente vie alternative al credito bancario. Un’ulteriore opportunità di consulenza, grazie alla predisposizione della documentazione necessaria e una nuova opportunità di business, il tutto, senza mai trascendere nella mediazione creditizia.

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