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Intervista a Marco Sabato, Commercialista e CFP Partner

28 aprile 2022

di Benedetto Colli

 

«A ottobre dell’anno scorso, sono stato contattato da un Private Banker con cui condivido un cliente, di cui lui gestisce la parte finanziaria e io la parte fiscale e societaria. Mi ha invitato a partecipare ai corsi formativi per diventare CFP e, sebbene non avessi un panorama chiaro dell’offerta, ho deciso subito di aderire. E non me ne sono pentito». Non ha dubbi al riguardo Marco Sabato, 51 anni, nato a Brindisi ma operante tra Modena, Bologna e la Romagna, Commercialista esperto nella consulenza fiscale e societaria: la qualifica di CFP «ha aperto delle nuove prospettive di crescita e di sviluppo per la mia professionalità. Inoltre, ha un importante valore aggiunto: consente di arricchire le mie conoscenze ed esperienze attraverso percorsi formativi dedicati e incontri continuativi periodici. Tutto questo a beneficio dei clienti».

 

Com’è cambiato il mestiere di Commercialista negli ultimi anni?
«Ha subito un profondo mutamento. Oggi la professione richiede molta specializzazione e la capacità di creare forme di aggregazione con un approccio sempre più multidisciplinare e integrato. Si rendono necessarie sinergie con altre professionalità con cui creare una rete, condividere tematiche che riguardano i clienti e instaurare forme di collaborazione, in modo da poter proporre servizi sempre più su misura. Gli aspetti finanziari hanno assunto un ruolo preminente per tutte le tipologie di Impresa».

 

Quali sono i valori di CoFiP che ti hanno attratto?
«Secondo me, la condivisione di esperienze e del patrimonio di conoscenze dei singoli professionisti crea un valore inestimabile. Dal confronto emergono sempre delle ottime idee. Inoltre, lo scopo dell’Associazione è rilevante per le aziende che assumono gli aspetti finanziari in termini di programmazione, quindi di pianificazione e rendicontazione, con un’analisi della struttura dell’Impresa, del miglioramento della situazione economica e patrimoniale, e più in generale dei rapporti con il mondo creditizio e finanziario».

 

Perché la CFRA è importante per gli Imprenditori?
«Perché serve a comprendere la sostenibilità e i rischi della loro attività, dei progetti e delle conseguenze che questi possono avere sul suo patrimonio personale. Grazie agli strumenti di BSA e FRA messi a disposizione, risultano leggibili informazioni che, per le modalità con cui venivano presentate in precedenza, come i voluminosi report della Banca d’Italia, non erano immediatamente fruibili. Adesso riusciamo a riassumerle e presentarle in un unico documento in modo veloce, immediato e intuitivo. Possiamo finalmente perseguire con professionalità e competenza il nostro principale obiettivo: monitorare periodicamente e ottimizzare continuamente l’accesso al credito dei nostri clienti. Così possiamo aiutarli a mantenere un adeguato rating creditizio, evidenziando vantaggi, svantaggi e possibili soluzioni che difficilmente sarebbero percepibili all’interno di una PMI, struttura che, al contrario di una grande Impresa, raramente può dotarsi di una figura apposita quale il CFO».

 

Qual è il riscontro dei tuoi clienti all’offerta della CFRA?
«Si tratta di servizi che suscitano il loro forte interesse e un apprezzamento spontaneo. Lo riscontriamo quando presentiamo i risultati di BSA e FRA. Sono inoltre rimasto molto stupito che in tutti i casi in cui abbiamo commentato con loro i report, abbiano sempre manifestato sorpresa nello scoprire cose che prima neanche immaginavano, quali fideiussioni talmente datate che nemmeno ricordavano di aver rilasciato. Ogni incontro è un’esperienza nuova e mi lascia sempre qualcosa in più».

 

Come ti stai trovando a lavorare in Team con il PB?
«Molto bene. Il mio Private Banker è sempre presente, attivo e proattivo. Abbiamo partecipato a vari incontri congiunti e analizzato insieme le situazioni di alcuni clienti dell’uno e dell’altro, anche nell’ottica di cercarne e acquisirne di nuovi. Grazie agli strumenti forniti, capiamo immediatamente se l’offerta di servizi di CFRA può essere per loro interessante o no».

 

Cosa diresti a un collega incerto se intraprendere il percorso per diventare CFP?
«Gli confermerei che si tratta di un’opportunità di lavoro importante, da spendere sia a beneficio dei clienti attuali che nella ricerca di nuovi. Oltre che, naturalmente, per la propria crescita umana e professionale. Inoltre, gli spiegherei che ormai è diventato imprescindibile agire in modo diverso rispetto al passato: non si può più lavorare da soli, ma è diventata necessaria la creazione di una rete, con l’intento di dare risposta a tutte le esigenze di business e di consulenza del cliente. Dobbiamo favorire lo sviluppo della professione grazie all’aggregazione e allo scambio di competenze».

 

Qual è un tuo sogno nel cassetto?
«Vorrei dare vita a uno studio multidisciplinare in cui professionisti di varia natura possano assistere il cliente a 360 gradi. È dal confronto che crescono, maturano e si sviluppano nuove idee e opportunità».