Banca e impresa: ripartire dall’organizzazione dei dati | semplificare il dialogo tra sistema bancario e imprese attraverso un metodo di gestione e monitoraggio dei documenti aziendali

A cura di Angela Contrafatto, gruppo di lavoro della III Commissione del Comitato scientifico Relazioni Banca - Impresa

La III Commissione CoFiP è il tavolo di lavoro costituito per approfondire i temi legati al rapporto tra il mondo bancario e le imprese.
Come membro della commissione e CFP mi sono interrogata su cosa possa realmente agevolare la relazione tra banche e imprese, contribuendo a costruire una relazione tra le parti che perduri e si sviluppi nelle diverse fasi di crescita delle imprese.
Alla base di ogni relazione vi è, prima di tutto, il dialogo.
Il dialogo consente alle parti di sviluppare una conoscenza sempre più ampia e consapevole.
L’impresa si racconta attraverso i propri documenti: dalla costituzione, al progetto di nascita, alla gestione corrente, fino alle prospettive di sviluppo.
E il metodo di analisi della banca è costruito proprio per approfondire queste aree di conoscenza, partendo dall’analisi quantitativa, qualitativa e andamentale.
Il sistema bancario si racconta quindi attraverso policy ben definite e fonda la propria valutazione sulla conoscenza approfondita delle aziende.

Le metriche utilizzate dal sistema bancario nell’analisi creditizia sono ormai note a imprese e professionisti e per questo motivo non dovrebbe essere difficile entrare in sintonia e comunicare in maniera efficace.

Ma allora perché il dialogo tra impresa e banca risulta oggi così complicato? 

Spesso dipende dalla qualità dei dati e dalla modalità di trasmissione degli stessi dalle imprese alle banche.
Affinché tali dati possano essere letti e interpretati correttamente dalla banca, ai fini della valutazione del merito creditizio, è necessario che siano aggiornati, allineati e rappresentativi della reale situazione aziendale.
La banca deve poter disporre delle informazioni rappresentative dell’impresa in un determinato arco temporale circoscritto.
Alle imprese serve quindi soprattutto metodo nell’organizzare i dati e nel gestire i documenti che li contengono.
Nulla di complesso: è sufficiente uno scadenziario dei documenti, suddivisi in 3 categorie in base alla rilevanza che la banca attribuisce loro in fase di valutazione.
Un metodo di archiviazione di questo tipo consentirebbe a imprese e CFP di:

  • monitorare costantemente i dati derivanti dalla lettura dei documenti,
  • evidenziare eventuali scostamenti,
  • prevenire anomalie,
  • mantenere un’immagine aziendale sempre chiara e aggiornata.

La conoscenza dei propri dati rende infatti l’impresa più consapevole nelle scelte finanziarie e più sicura nel dialogo con il sistema bancario.
Professionisti e imprese possono così gestire l’aggiornamento dei documenti essenziali ed essere preparati a dialogare con la banca in qualsiasi momento, trasferendo con tempestività le informazioni richieste.

Probabilmente è una soluzione semplice, forse persino scontata.


Tuttavia, quante volte professionisti, imprese e banche si sono trovati nell’impossibilità di dialogare perché i dati non erano leggibili, coerenti o interpretabili?

Nel dibattito sulle difficoltà del rapporto banca-impresa, quindi non ha più senso attribuire la responsabilità della mancanza di dialogo all’una o all’altra parte.
Possiamo invece ripartire dall’inizio, in modo positivo.

Ripartiamo da qualcosa di semplice: l’organizzazione, che è sempre stata alla base di ogni sana regola del saper fare bene insieme

Il modello che abbiamo elaborato, denominato MEMORY, nasce proprio con questo obiettivo: ricordare all’impresa quali sono i documenti da attenzionare, non è altro che un elenco strutturato dei documenti essenziali che la rappresentano.
Lo schema proposto individua tre aree di archiviazione, organizzate in base al livello di attenzione che l’impresa deve dedicare al monitoraggio e all’importanza che tali documenti assumono nell’analisi del sistema bancario.

Modello MEMORY: Schema di archiviazione e monitoraggio documentale 

Area 1 – Documenti fondamentali per valutazione merito creditizio e regolarità contributiva

Evidenziano rapporti della società e dei soci con il sistema bancario e tributario
Monitoraggio periodico mensile/quadrimestrale

Area 2 – Documenti economico finanziari

Consentono alla banca di valutare l’equilibrio economico e finanziario dell’impresa
Monitoraggio periodico trimestrale/semestrale

Area 3 – Documenti societari e prospettici strategici

Rappresentano l’identità e la storia, raccontano le prospettive di crescita e la capacità di pianificazione dell’impresa
Aggiornamento in base alle variazioni e/modifiche e ai progetti di pianificazione aziendale
Attraverso il metodo di archiviazione e monitoraggio MEMORY, in qualsiasi momento dell’anno l’impresa, con il supporto del CFP, è in grado di verificare quali documenti devono essere disponibili, quali devono essere aggiornati e di controllarne e validarne il contenuto.

In conclusione diversi sono i vantaggi derivanti dall’applicazione del modello MEMORY che agevola l’impresa e CFP nella gestione documentale e favorisce il dialogo con il sistema bancario:

  • mantenere sempre disponibili i documenti rilevanti per il sistema bancario
  • monitorare aggiornamenti e scadenze
  • verificare coerenza e qualità dei dati trasmessi
  • creare cartelle separate per ogni singola area dove archiviare i documenti pregressi
  • integrare le cartelle inserendo monitoraggio parametri adeguati assetti organizzativi
  • presentarsi alla banca con informazioni chiare, aggiornate e strutturate


Grazie a questo metodo, impresa e CFP possono verificare in qualsiasi momento dell’anno:

  • quali documenti devono essere disponibili
  • quali devono essere aggiornati
  • se i dati contenuti sono coerenti con l’andamento aziendale